Andy Martin e il copyright sulle canzoni



Andy Martin è un musicista indipendente anglo-australiano (ma residente in Germania) con molte frecce al suo arco: per recuperare un suo album del 2005, “Intervals”, si può passare dal solito CD Baby (i suoi lavori sono vicini a quelli di nomi come Richard Marx, Billy Joel, Christopher Cross); c’è l’immancabile MySpace; su YouTube ci sono – legalmente – i suoi videoclip. E oltre a questo apparizioni televisive, concerti dal vivo e via dicendo.

E una collaborazione che ha ricevuto recensioni lusinghiere: una cover elettronica di “Music” – successo di John Miles del 1976 – lunga 7 minuti e formata da 80 tracce diverse, con il francese Jean-Michel Danton a synth e campionatori.
Martin, però, fa parlare di sé per le sue critiche al mondo degli editori musicali riportate da Mi2N: in particolare, in un recente comunicato stampa, tuona – giustamente – contro coloro che ancora applicano contratti standard vecchi di decenni che prevedono la cessione del copyright agli editori per tutta la sua durata (attualmente, nella maggior parte dei paesi, tutta la vita dell’autore + 70 anni). Martin non vede perché un sistema di licensing, con l’autore e non l’editore al centro della scena, non sia fattibile anche in questo settore: “Se non fosse per autori e compositori, non ci sarebbe nulla da registrare e quindi nessun mercato della musica”.

Pubblicato su: a href=”http://blog.mytech.it/2008/04/andy-martin-e-il-copyright-sulle-canzoni/”>http://blog.mytech.it/2008/04/andy-martin-e-il-copyright-sulle-canzoni/