Anomolo: “Non pagare questa musica”



“La musica gratuita non esiste”, ebbe a dire qualche anno fa nel corso di una conferenza Luciano Villevielle Bideri, allora presidente Siae.

Con cinismo forse un po’ eccessivo, Bideri aggiunse: “Se qualcuno regala della musica, c’è qualcosa sotto: o vuole fare una promozione per un disco, o qualcos’altro”.
Chissà se gli animatori di Anomolo hanno mai avuto l’occasione di udire parole simili e se l’idea per il loro sito è scaturita proprio dall’aver sentito una simile campana.
Fatto sta che Anomolo, se da un lato non offre un concetto del tutto nuovo (la distribuzione gratuita di musica, cosa che tanti altri hanno già fatto in passato, da colossi come Mp3.com a nomi meno noti ma partiti con entusiasmo, quali l’italiano Freerecords), si presenta con un’attitudine piuttosto inedita.
Con l’efficace slogan “Non pagare questa musica”, Anomolo si presenta come vera e propria label piuttosto che come generico sito web, e si offre come vetrina per band che vogliano offrire materiale audio gratuito, ma allo stesso tempo cerca di puntare su un certo livello di qualità.
Spiega Massimo Ghergo, portavoce dell’etichetta: “Le band (dopo una attenta selezione) vengono prodotte gratuitamente, il loro materiale viene pubblicato esclusivamente in mp3 e professionisti curano la promozione e l’immagine. Nel sito non ci sono e mai ci saranno banner o sponsor. Anomolo è un’iniziativa no profit e ci piace considerarla come una trasposizione del concetto open-source in ambito musicale.”
Nella documentazione presente on line come pure nella brochure cartacea distribuita in occasione del Mei 2002, si notano infatti paralleli con quanto sta accadendo nel mondo del software e in particolare con il discorso legato alla distribuzione di materiale “opensource/free software” e alle tematiche del “no copyright”. Sempre nel corso del Mei, nello stand di Anomolo troneggiavano un computer completo di masterizzatore e una pila di cd-r pronti da registrare sul momento.
Aggiunge ancora Ghergo: “In un mese abbiamo avuto quasi 3700 download, decine di proposte di collaborazione da parte di artisti, web designers e fotografi. Rete A All Music e Indymedia hanno parlato di noi e siamo stati intevistati da Radio24. Milos Manetas, l’artista di Los Angeles, ci ha inviato gratuitamente un suo lavoro per la nostra home page e Bertrand (un fotografo londinese che ha lavorato con Bjork, Blur e Radiohead) è venuto in Italia a scattare le foto ai nostri gruppi senza chiedere nemmeno il rimborso del biglietto aereo”. Un inizio davvero promettente, insomma.
Ma Anomolo va incontro a numerosi rischi: se l’idea è artisticamente affascinante, tentativi simili fatti in passato da altri soggetti si sono prima o poi arenati contro gli scogli della dura realtà: i costi della banda e della tenuta di un sito; problematiche legate a Siae, diritto d’autore e discografia (un gruppo notato da una major e/o da un editore potrebbe per esempio mettere sotto contratto tutto il proprio catalogo, magari cedendo il 100% del controllo di quel materiale a qualcuno… rendendo così nulla la possibilità di continuare a distribuire gratis i propri pezzi).
Un plauso va comunque a Anomolo per la coraggiosa iniziativa e per la rivalutazione degli aspetti morali del diritto d’autore: dopotutto, a ben vedere, il diritto d’autore è innanzitutto diritto morale, prima che patrimoniale; e parte di questo diritto è sicuramente il poter regalare a chicchessia copie della propria opera.

Pubblicato su: http://mytech.it/unmapped/2003/01/28/anomolo-non-pagare-questa-musica/