E la major uccise i Grateful Dead



Nell’estate del 2006 un grosso camion partì da Marin County con destinazione Burbank, California.

Il suo contenuto: tredicimila registrazioni e altro materiale dei Grateful Dead, che lasciavano forse per sempre il luogo in cui erano rimasti per decenni, per approdare negli archivi della Rhino, divisione della major discografica Warner, a cui il tutto veniva concesso in licenza decennale.

David Lemieux, archivista del gruppo, affermò che il materiale “non avrebbe potuto trovarsi in mani migliori”.

Ma, mentre il lavoro di ristampa dei brani su cd procede a rilento, nel 2006 viene vietato ad Archive.org di continuare a distribuire gratuitamente molti MP3 dei Dead, che vengono resi disponibili solo in streaming.

Un anno dopo, la seconda metà di agosto 2007 vede anche Dead.net – sito ufficiale del gruppo, oggi anch’esso gestito dala Rhino – rimuovere del tutto i download gratuiti per rimpiazzarli con brani in streaming, scatenando reazioni miste di ira e delusione tra i numerosi e fedelissimi “deadheads”.

Sembra la definitiva “morte” di un gruppo che per decenni è riuscito a tenere in vita il proprio culto anche grazie allo scambio di bootleg amatoriali e senza fini di lucro, originariamente praticato con nastri e cassette e poi con filesharing e siti web di MP3.

E’ una delusione per i “tapers” e i collezionisti, ma anche una mossa molto stupida da parte di una major che ha deciso “creare una domanda” artificialmente per il proprio materiale, ritirandolo da molte fonti legali, anche negozi a pagamento.

Probabile risultato? Oltre alla delusione per gli utenti corretti e gli appassionati di musica, nuovi spazi per la pirateria…

Pubblicato su: http://blog.mytech.it/2007/09/e-la-major-uccise-i-grateful-dead/