Greenpeace: adesso la Mela è un po’ più verde



Aveva fatto un po’ scalpore la classifica stilata da Greenpeace che aveva piazzato Apple in fondo alla lista tra i produttori di apparecchiature elettroniche quanto a politiche per l’ambiente: nella Guide to Greener Electronics – una sorta di studio sull’e-waste, ideato per far conoscere i rischi concreti della nostra società ipertecnologica e amante dei gadget spesso inutili e far pressione sulle case produttrici perché adottino politiche più salutari per il pianeta, per gli utenti e anche per coloro che alla fine del ciclo di vita di un prodotto si trovano ad aver a che fare con mucchi di rifiuti spesso contenenti materiali tossici – Apple era lo scorso anno quattordicesima e ultima.

Nella nuova edizione, la quarta, Steve Jobs si prende una rivincita: Apple risale la china e non di poco: ora è decima.  Merito dell’impegno di Jobs verso prodotti e politche più “verdi” ma, a ben vedere, merito anche di Greenpeace e dei suoi attivisti: la campagna Green My Apple – vista all’opera anche in Italia, tra l’altro con un’azione in occasione dell’inaugurazione dell’Apple Store di Roma – è stata un successo.

Se Nokia – che ha tra i suoi pregi l’aver eliminato il PVC e aver implementato una serie di politiche volte a ridurre l’accumulo di rfiuti soprattutto nei paesi del terzo mondo – è ancora lontana, Sony e LG ora scendono nei “gironi” più bassi di questa particolare classifica.

Apple può fare anche meglio e nel breve periodo: iPhone è ormai sul mercato e questo prodotto dovrebbe essere uno dei più “eco-friendly” della Mela; parte dei materiali che lo compongono arriva da un fornitore che è lo stesso di Nokia. Potrebbe essere un buon inizio per liberarsi del PVC…

Resta da dire che dopo Nokia seguono Dell e Lenovo, e che – come notava Chris Mellor su Macworld – IBM, Sun, Google e altri grossi nomi della tecnologia – sono per ora esclusi da questo particolare “dossier”.

Pubblicato su: http://blog.mytech.it/2007/06/greenpeace-adesso-la-mela-e-un-po-piu-verde/