Musica e plagio: un libro sulle note rubate



“Anche Mozart copiava”, un volume sulla storia degli intrecci tra diritto d’autore, armonia e melodia

Dal primo dicembre sarà in circolazione un interessante volume di Michele Bovi, giornalista, musicista in formazioni pop a fine anni ‘60, autore di programmi musicali in Rai e capostruttura per l’intrattenimento di Rai 2. Con interventi di personaggi molto diversi tra loro, da Gene Gnocchi a Pasquale Panella, da Aldo Grasso a Ennio Morricone e molti altri, il volume dal provocatorio titolo “Anche Mozart copiava” (Auditorium Edizioni) si propone di percorrere una sorta di gustosa indagine storica e non solo sul plagio e suoi derivati in ambito musicale.

Il sottotitolo “Cover, somiglianze, plagi, cloni” dice già dove si andrà a parare: da Bach e Mozart fino ai giorni nostri e all’era della musica campionata, passando per il Festival di Sanremo e a celebri controversie sul copyright come quelle legate a “My Sweet Lord” del Beatle George Harrison o a “The Lion Sleeps Tonight”, successo internazionale in realtà derivato da “Mbube” dello zulu Solomon Linda.

Dopotutto, senza voler sminuire il concetto di diritto d’autore, le combinazioni melodiche, armoniche e ritmiche sono limitate; così lo spirito del libro – che sarà presentato il prossimo 28 novembre al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza – è ben riassunto da una citazione di Ennio Morricone che analizza il mondo della “canzonetta”: “La musica orecchiabile, proprio perché tale, assomiglia a qualche cosa già scritta, già proposta alla gente. Se non fosse stata udita non avrebbe successo“. Con estrema lucidità, il Maestro delle colonne sonore per eccellenza conclude: “chi ha coscienza di questa professione, pertanto della orecchiabilità forzata di queste canzoni che hanno vita breve, dovrebbe astenersi dal fare cause e controcause per plagi indimostrabili e disturbare i giudici per queste cose”.

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