Napster torna all’università



Napster torna all’Università: nel senso che i server universitari tornano a riempirsi di studenti a caccia di file audio scaricati dal popolare servizio. Cosa c’è di nuovo? Incredibile ma vero, stavolta è tutto legale.

Se qualche anno fa le università americane si trovavano ad affrontare due diversi aspetti del problema, quello della legalità dello scaricamento di file audio da parte dei propri studenti, e quello delle risorse internet (si pensi alla quantità di banda impegnata dal “traffico” di MP3) adesso le cose si capovolgono: il nuovo Napster (divisione di Roxio) si allea con l’Università di Rochester che fornirà ai propri iscritti accesso all’ampia libreria di musica digitale fino a primavera 2005, in fase sperimentale.

L’Università pagherà per i 3700 studenti residenti, e inoltre è allo studio la possibilità per gli allievi della Eastman School of Music – sempre parte della stessa istituzione universitaria – di pubblicare i propri lavori sul nuovo servizio.
Davvero una rivoluzione.

Intanto, il sito Musicrebellion.com) cerca di far parlare di sé con una interessante iniziativa: 300 file al prezzo di 5 cents di dollaro l’uno, e molti altri a 30 centesimi. Il servizio non è notissimo, ma ha in catalogo artisti anche di provenienza major come Blink 182, Dido, Outkast… quindi in molti approfitteranno probabilmente dell’offerta.

La musica e MTV sono recentemente saliti loro malgrado agli onori della cronaca (e dei motori di ricerca) grazie all’estemporaneo spogliarello della cantante Janet Jackson verificatosi in occasione dell’ultimo Superbowl. Ne hanno beneficiato gli sponsor della trasmissione, tra cui Apple iTunes (grazie a una promozione congiunta con la Pepsi) che ha visto balzare il proprio traffico web verso l’alto.

Pubblicato su: http://mytech.it/web/2004/02/06/napster-torna-alluniversita/