Songbird e Carracho: ce la faranno a battere Napster?



Le voci su chi raccoglierà l’eredità di Napster sono sempre più insistenti. Molti si candidano come alternative legali e commerciali. Buoni propositi, tutti da verificare

Quasi ogni settimana la lista dei nemici di Napster si allunga: grane legali con etichette discografiche grandi e piccole, nuovi client che si lanciano nella sfida per il predominio nel settore peer-to-peer, per non parlare di software e tecnologie che permettono di individuare e bloccare materiale distribuito illegalmente.
Il numero di brani disponibili nel sistema continua a calare vertiginosamente; sembrano scomparsi del tutto nomi come Beatles – in tutte le varianti possibili – e grandi del jazz come Billie Holiday, Dizzy Gillespie e Count Basie; curiosamente si trovano ancora diversi brani di Ennio Morricone, ma con il nome dell’artista storpiato in “Enio Moricone”.
Pare che la presenza di alcuni brani di artisti molto noti (per esempio dei primissimi Nirvana) sia dovuta al fatto che i pezzi appartengono al catalogo di etichette indipendenti troppo piccole da potersi permettere di dedicare tempo e risorse a notificare a Napster ogni singolo brano. Così, qualcosa continua a sfuggire alle sempre più strette maglie dei filtri pro-copyright.
Intanto, tra i potenziali pericoli per il re del peer-to-peer, due nomi (relativamente) nuovi sono di recente saliti alla ribalta: si tratta di Songbird e Carracho. E se quest’ultimo è “solo” un simil-Napster con qualcosa in più, il primo potrebbe essere un fastidio non da poco per il software creato da Shawn Fanning.

Chi pagherà per Carracho?
Carracho, ideato in Germania nel 1998 da Jörn e Mirko Hartmann, non è una novità perché circolava già anche se nel più ristretto parco di utenti di Apple Macintosh; per di più, in questo settore doveva vedersela con il più popolare Hotline e con i vari Macster e simili (oltre che con la versione Macintosh di Napster, uscita solo diverso tempo dopo quella per Pc).
Quello che però ha fatto scalpore è che il progetto Carracho II, noto anche come Spice Weasel non prevede solo la release di una versione Windows dello stesso software, ma addirittura la completa legalizzazione del client, che permetterebbe di scambiare – in modo sicuro e pagando gli aventi diritto – praticamente qualsiasi tipo di file.
Così, per esempio, si potrebbe non solo scaricare musica, film o documenti, ma persino cercare un’immagine, prelevarla a pagamento e – magari – utilizzarla in modo legittimo all’interno di una pubblicazione. Wired News ha scherzosamente affermato che questo software «include un componente di vitale importanza che manca a Napster: un business plan».
Certo, anche qui resta da vedere quanti saranno disposti a pagare, ma magari con queste premesse i contenuti potrebbero essere di maggiore qualità, oppure il servizio potrebbe indirizzarsi a utilizzi professionali piuttosto che all’utente casalingo che vuole solo scaricare file a più non posso. A rendere più credibile il progetto, la presenza tra i finanziatori di Burda Digital, divisione on line della potente casa editrice tedesca Burda.
Nota di colore: pare che la vecchia versione di Carracho (composta da una serie di applicazioni utili anche per chat e newsgroups e ora ribattezzata “Carracho Classic”) sia stata in realtà spesso utilizzata per lo scambio di immagini pornografiche. Un motivo in più per “ripulire” i contenuti del servizio.

Le major hanno fatto un sogno
Quanto a Songbird, neppure qui siamo di fronte a un qualcosa di interamente nuovo: il software annunciato e strombazzato dalle associazioni dei discografici di tutto il mondo (e promosso anche dalla nostrana Fimi, Federazione dell’industria musicale italiana) è infatti una sorta di restyling di un qualcosa che c’era già: il suo ideatore è il giovane musicista e programmatore Travis Hill, fondatore e presidente di Media Enforcer (nome già noto proprio per un software antipirateria).
In pratica, l’associazione internazionale dei produttori fonografici Ifpi insieme a numerosi altri organismi (tra cui la prestigiosa confederazione internazionale delle società di autori Cisac e il Biem, organismo che raggruppa tutte le società che gestiscono diritti di riproduzione fonomeccanica, tra cui la nostra Siae) ha finanziato una versione gratuita e ridotta del prodotto “top” della società di Hill, chiamato anch’esso Media Enforcer.
Ecco le dichiarazioni rilasciate dal suo creatore, apparse in un comunicato diffuso dalla Fimi: «Chiunque, dal dilettante al professionista, ha il diritto di poter scegliere come venga distribuita la propria musica. Questo diritto è vitale per assicurare la creazione di nuova musica per noi tutti. Purtroppo ci sono alcuni sistemi che non richiedono il permesso del proprietario prima che il loro prodotto venga distribuito. Abbiamo creato questo software per proteggere il nostro lavoro e per permettere ad altri di fare lo stesso».

Non soltanto un segugio antipirata
Leggendo la documentazione del software, si apprende poi che il suo impiego non è solo quello di “segugio” anti-Napster, ma anche – per gli artisti che consentono la distribuzione gratuita delle proprie opere nei sistemi peer-to-peer – di tool per monitorare la diffusione dei propri brani e quindi “misurare” la propria fama su Internet.
Songbird richiede di possedere un account valido per effettuare il login su Napster; permette tra l’altro di cercare diverse variazioni nello spelling dei nomi e dei titoli nonché di riconoscere “trucchetti” come quello del “Pig Latin” utilizzato da alcuni utenti per rendere poco identificabili i brani mediante una sorta di anagramma dei loro titoli.
Jay Berman, presidente dell’Ifpi, aggiunge: «Lo strumento è totalmente gratuito e fornisce a migliaia di artisti, specialmente a quelli estranei al processo giudiziario in corso in Usa, la possibilità di esercitare un diritto fondamentale, il diritto di decidere come distribuire la propria musica».
Quindi, anche chi finora non ha avuto modo di effettuare ricerche approfondite e si è sentito tagliato fuori dalle grandi manovre dei discografici e degli editori americani (e ci riferiamo in particolare ai tanti indipendenti presenti nel settore) potrà ora utilizzare Songbird ed eventualmente notificare a Napster i risultati in caso si desideri la rimozione dei brani.
Da noi, oltre che dalla Fimi, il software sarà promosso da Vitaminic che ne ha annunciato lo scorso 11 maggio la distribuzione tramite i suoi 10 siti internazionali. Da notare che Vitaminic stessa è socia della Fimi.

Efficace non troppo
Da un test che abbiamo effettuato, non sempre Songbird è risultato affidabile: poco prima delle 13.00 ora italiana di una mattina di maggio, Napster registrava ben 100 brani alla voce “Moricone”; Songbird non ne mostrava alcuno (né con lo spelling Morricone né con la versione “sbagliata”), produceva messaggi come Could not properly analyze the Napster network o addirittura restava come paralizzato. Una decina di minuti dopo, invece, il software ha rilevato i primi 100 brani, per poi proseguire fermandosi a quota 251.
L’elenco così ottenuto può essere esportato in formato .csv, leggibile con software tipo Excel, ma i dati rilevati si limitano a nome utente, data e ora della rilevazione e nome del file Mp3. Di sicuro c’è che la ricerca non è delle più veloci – dopotutto si sta meticolosamente esaminando l’intero network dei server Napster – e non si possono effettuare ricerche multiple in contemporanea.
Il Media Enforcer a pagamento (in vendita al prezzo neppure troppo esoso di 49,95 dollari) consente in più di cercare qualsiasi tipo di file (non solo audio) anche in network di tipo Gnutella, di identificare l’indirizzo Ip di chi condivide il file e infine – come per Songbird – di produrre un report in formato .csv contenente i risultati della ricerca.
Travis Hill ha 20 anni, e questa sembra essere ormai l’età media dei personaggi di successo nell’era della rete. Qualcuno ha fatto notare che per battere un ventenne – Shawn Fanning – e il suo Napster, l’industria discografica sta in pratica riponendo buona parte delle sue speranze in un altro ventenne.

Pubblicato su: http://mytech.it/flash/2001/06/01/songbird-e-carracho-ce-la-faranno-a-battere-napste/