Su Avaaz una petizione contro il TPP (Trans-Pacific Partnership)



L’Accordo Transpacifico di Cooperazione economica (Trans-Pacific Partnership, spesso citato come TPP, per brevità) è un controverso accordo in discussione sin dal 2010, che potrebbe presto essere sottoscritto da un gruppo di 12 paesi: Australia, Brunei, Cile, Canada, Giappone, Malaysia, Messico, Nuova Zelanda, Peru, Singapore, Stati Uniti e Vietnam. Di fatto è una versione estesa di un patto risalente al 2005 che riguardava solo quattro di questi paesi.

Ma dietro belle parole come “cooperazione economica”, sembra si nascondano concessioni eccessive agli interessi delle multinazionali, dalle major della proprietà intellettuale o dei farmaci fino a quelle degli OGM come Monsanto, che si troverebbero a dettar legge nei paesi aderenti, potendo bloccare l’import/export di categorie di beni o addirittura trascinare in tribunale gli stati che abbiano legiferato a danno degli interessi di tali società.

Sotto il titolo “Prima che la Monsanto possa stappare lo champagne” è apparsa su Avaaz.org una petizione contro il TPP, il cui testo recita come segue:

A tutti i governi che stanno trattando l’Accordo Transpacifico di Cooperazione Economica:

Siamo cittadini di tutti i Paesi del mondo e siamo allarmati, per questo vi chiediamo di rendere il processo del TPP il più trasparente e accessibile a tutti, e di rifiutare qualsiasi accordo che limiti i poteri dei governi di legiferare in nome dell’interesse pubblico. Il TPP è una minaccia per la democrazia, indebolisce la sovranità delle nazioni, i diritti dei lavoratori, la difesa dell’ambiente e la libertà di internet. Vi esortiamo quindi a rigettare questo tentativo di colpo di mano da parte delle multinazionali.

La petizione può essere sottoscritta entro le prossime 48 ore, ma alle 23:30 ora italiana del 9 dicembre, ci sono già quasi 1.400.000 aderenti.