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Music Beta by Google: arriva Magnifier, con altra musica gratis

Continua la graduale espansione del locker musicale di Google, con il lancio di un blog e nuove “iniezioni” di musica gratis

Si chiama Magnifier (“lente d’ingrandimento”) ed è una sorta di blog musicale: è un estensione di quel Music Beta by Google che rappresenta l’offerta di musica in streaming – e di locker per file musicali – di Mountain View.

Attivo dall’11 agosto anche se non particolarmente promosso o evidenziato da Google stesso (ma ora segnalato ai fortunati che già possono collegarsi al proprio locker) è sia un modo per conoscere nuova musica grazie a brevi post con segnalazioni e recensioni, che per arricchire la propria collezione con tracce aggiungibili gratis al proprio account. Con un solo clic ci si può aggiudicare la “Song of the day” oppure una intera raccolta di brani gratuiti di questo o quel genere. Nella sezione “Antenna” invece viene presentato l’artista della settimana, di cui si offrono generalmente due o tre brani. Con un secondo clic sullo stesso pulsante (che nel frattempo si è trasformato in un “Listen”) si passa dall’aggiunta all’ascolto immediato dei pezzi.

Insomma niente di rivoluzionario ma sicuramente un bonus gradevole e ben fatto, che se non altro caratterizza in maniera ancor più netta il servizio rispetto all’iCloud di Apple e alla “scatola vuota” di Amazon, che sembra restare al palo…

 

[Pubblicato da Mytech]

Amazon.it, apre il Marketplace per rivenditori

Amazon in italiano si arricchisce di una funzione già presente sugli omologhi stranieri; ma è anche una risposta alla nuova normativa sugli sconti

Attivo dal 1° agosto il Marketplace di Amazon.it: la filiale italiana del popolarissimo sito di commercio elettronico fondato da Jeff Bezos inaugura dunque una nuova fase, aprendosi ai rivenditori che desiderino utilizzare la piattaforma come canale di vendita online.

Se da un lato era prevedibile che il sito .it avrebbe gradualmente replicato le funzioni principali della controparte statunitense, dall’altro non è solo un’evoluzione del servizio ed un volersi aprire al mercato: è anche una reazione alla legge promossa dal senatore Riccardo Levi (PD) e subito battezzata “anti Amazon” perché ponendo tetti agli sconti possibili sui libri, di fatto colpisce innanzitutto Amazon.it e il suo concorrente IBS, noti per le offerte con sconti anche del 50% su titoli recenti.

Come dire: Amazon e i librai, piccoli e grandi, possono anche non essere necessariamente “nemici”, ma alleati.

I rivenditori possono già da ora registrarsi, creare un account e studiare i servizi disponibili (importante la Logistica di Amazon, per far ritirare al proprio domicilio i prodotti e lasciare packaging e spedizione ad Amazon stesso): ma al momento non è ancora possibile vendere libri.

Due sono infatti le doverose precisazioni:

- non c’è ancora il programma Advantage, che consente a etichette discografiche, editori di libri e dvd e altre categorie di produttori e distributori di caricare il proprio prodotto in inventario e venderlo direttamente ad Amazon. Arriverà in un prossimo futuro;

- come pure a breve arriveranno altre categorie di prodotti: notando che per ora essenzialmente la vendita nel marketplace è limitata a elettronica, software, console, accessori e altro hardware per videogiochi, abbiamo contattato il servizio Venditori. Che prontamente ha risposto: “Ulteriori categorie, prime fra tutte Libri, Musica, Video, DVD, verranno gradualmente introdotte a breve”.

Il consiglio ai venditori e aspiranti tali dunque è: registratevi per essere pronti a partire con la “bancarella” online di libri, cd e dvd…

[Pubblicato su Mytech http://mytech.it/web/2011/08/02/amazonit-apre-il-marketplace-rivenditori/]

Google Music: anche noi nella “cloud” (dopo Amazon)

Servizi “cloud” per la musica di Google e Amazon: pericolo per iTunes, o “nuvole” di fumo? Con una riflessione sul futuro prossimo della musica online

"Nuvole" di musica anche per Google, che lancia un servizio per certi versi simile a quello recentemente avviato da Amazon. Parte stasera (solo per gli USA: gli altri se vogliono, tramite un qualche servizio proxy possono ammirare la home page e rosicare…) Google Music. Anzi, per adesso, accanto alla parola “music” c’è un grosso “beta”, perché il tutto è in fase sperimentale. “Music Beta by Google”. L’indirizzo è music.google.com.

Dovrebbe essere qualcosa di importante: lo sbarco del colosso dei motori di ricerca nel settore musicale (dove per la verità ha già fatto esperienza in un territorio tutt’altro che trascurabile come la Cina). Sembra anche una sfida: Google parte senza l’accordo con le major del disco; ma ha appena fatto lo stesso Amazon con un servizio analogo. Ai bei tempi, per molto meno, ci si sarebbe ritrovati davanti al giudice Patel del Nono Circuito, con addosso un paio di ingiunzioni a mo’ di spada di Damocle. Adesso neanche le label sembrano farci caso più di tanto.

Cloud sembra l’ossessione di molti, di questi tempi. Poco tempo addietro era “web 2.0”. Tutto doveva essere più facile, più accessibile, più social. Più trash, se volete (quest’ultima accezione spesso ha finito per prevalere).

Il risultato della moda del 2.0 a tutti i costi è sotto gli occhi di tutti: siti-cadavere come MySpace che si trascinano senza un perché, un po’ come un locale dove prima tutti facevano festa a tutti i costi e che adesso è fuori moda (la festa si è spostata su Facebook, ma gli invitati nervosi già pensano ad altre destinazioni). Su questo ambito si sono innestate molte applicazioni che una ragione d’esistere ce l’hanno o ce l’avrebbero: per esempio SoundCloud (toh, riecco il tormentone) che di fatto è il mp3.com prima maniera di oggi, o se preferite l’unico vero erede di MySpace per la musica e una delle fonti primarie per la musica in Facebook. Una cosa destinata a durare, se non si fanno passi falsi.

Google Music BetaL’iniziativa di Google in campo musicale, analoga al Cloud Drive/Cloud Player di Amazon (anch’esso limitato per ora al pubblico statunitense e apparentemente più limitato in termini di spazio rispetto al servizio di Mountain View) sa invece un po’ di montagna che ha partorito il topolino. Concorrenza ad Apple iTunes? E con cosa? Con un “music locker” vuoto? Ne ha fatto uno anni addietro una persona che se ne intendeva, Michael Robertson: Mp3Tunes.com. Sta ancora lì e non sembra aver cambiato il mondo. Anzi, i più non se ne sono neanche accorti (il sito era peraltro partito come un venditore di mp3, sfortunato anche in quello, con repertorio limitato e anche funestato da qualche bug). A proposito. Sempre lui si era inventato una specie di locker musicale (Beam-It). Era finita con una megacausa da parte di Universal, che ne uscì vittoriosa.

Okay, sono due grossi nomi. Google soprattutto ha potenzialità anche con una cosa del genere: dopotutto moltissimi hanno account Google per un motivo o per un altro (Gmail, Google Docs, AdSense, YouTube e via dicendo). Quindi non c’è neppure la fatica di registrarsi a un servizio nuovo. Amazon anche ha la sua bella base di clienti, pur non essendo un’entità onnipresente come Google. Peraltro, nel caso di Amazon in realtà il servizio in parte funziona anche per noi: basta avere un account su Amazon.com e il Cloud Drive da 5 gb è utilizzabile. Il Cloud Player no, ma abbiamo casualmente scoperto che se dal tasto destro del mouse aprite un file mp3 presente nel Cloud Drive in un’altra scheda o finestra del browser, questo suonerà in streaming. Insomma una specie di Cloud Player artigianale, se volete. Eppure, qualche dubbio ci rimane; in uno scenario in cui lo scontro dell’anno sarà tra Apple e Spotify (con quest’ultimo che dovrebbe finalmente sbarcare in USA e per di più vendendo brani scaricabili direttamente, mentre Apple – che a suo tempo si era pappata Lala.com – potrebbe finalmente gettarsi anch’essa nel settore cloud e/o nello streaming) e comunque le altre cose più interessanti sono nel campo dello streaming più che del download (Grooveshark, Rdio, Songza…) e avere accesso a una libreria di materiale ascoltabile ovunque in streaming non richiede neanche il caricamento di file audio in fantomatici locker, aprire un servizio con uno spazio disco online per caricare i propri brani appare persino datato, un po’ fuori tempo massimo.

Su una cosa però scommettiamo: l’apatia delle grandi label. due su quattro (EMI e Warner) in difficoltà e di fatto in vendita. L’unica che potrebbe causare grane a Google e/o Amazon è Universal: solida, ricca di risorse e nota per non arrendersi nei casi di violazione di copyright. Eppure, appare difficile un altro caso UMG Recordings v. Mp3.com nel 2011, con Amazon o Google sul banco degli imputati. In caso di scontro frontale, peraltro, questa major potrebbe essere battuta in un solo modo: col denaro. Google è uno di quei colossi che potrebbe, volendo, comprare una major del disco per intero. Nel mondo, personaggi così ce ne sono pochi.

Un altro con abbastanza denaro da comprarsi l’intera industria del disco ci sarebbe. E si dice sia in fila tra i possibili acquirenti di EMI.

Si chiama Steve Jobs, e per il momento osserva le mosse degli altri giocatori.

Pubblicato su: http://mytech.it/web/2011/05/11/google-music-anche-noi-nella-cloud-dopo-amazon/

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