Archivio dei testi con tag 'burocrazia'



Bonifici esteri a persone fisiche: niente più ritenuta, c’è la legge

Scongiurata definitivamente la fantomatica ritenuta del 20% sui bonifici provenienti dall’estero e diretta a persone fisiche.

Nei mesi scorsi su Change.org era circolata la petizione dal titolo “Presidente del Consiglio dei Ministri – Repubblica Italiana: Da febbraio i bonifici esteri sono tassati al 20%. Aboliamo questa tassa iniqua”. La petizione faceva riferimento a una delle solite norme creative dei nostri legislatori: una di quelle cose per cui se magari avete 20 Euro su Paypal perché avete venduto un oggetto su eBay, trasferendoli in Italia venite regolarmente tassati: nel frattempo, qualcun altro magari possiede mezzo Principato di Monaco o si dichiara residente a Londra e in Italia evade anche l’impossibile.

Fortunatamente, questa norma che – esagerazioni a parte – avrebbe colpito lavoratori freelance che collaborano con testate e siti esteri e mille altre piccole situazioni che le tasse le pagano eccome, è stata definitivamente abolita. La petizione di cui sopra ha decisamente contribuito a far conoscere il problema: ma era necessaria la conversione in legge del famigerato D.L.66 dello scorso 24 aprile; che è stata finalmente approvata il 5 giugno 2014 e che è ora – ad avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale – legge dello Stato.

Enel, Telecom e altri siti inusabili

Da sempre l’usabilità di siti quali Enel Servizio Elettrico, Enel Energia, Telecom Italia per fare cose banali quali controllare o pagare le bollette è qualcosa di quantomeno dubbio: le pagine più utili, che dovrebbero essere ben in evidenza, sembrano sempre accuratamente nascoste sotto strati e strati di materiale inutile e ridondante, atto a perpetuare il confusopolio italiano. Continua…

191/Impresa Semplice di Telecom: se il form per segnalare i guasti è guasto…

Ed ecco a voi un grande classico italiano: guasto alla linea Telecom Italia (voce e dati) che improvvisamente risulta isolata in ufficio.

1° tentativo: chiamata al 191 da altro telefono. Attesa. Passaggio ad operatore della centrale. Cade la linea.
2° tentativo: sito Impresa Semplice, pagina per Assistenza Tecnica. Non si riesce a segnalare il guasto perché la pagina in questione dà errori assortiti. Browser utilizzato: Chrome.
3° tentativo: come sopra, browser utilizzato: Firefox. La cosa non cambia.
4° tentativo: seconda chiamata ad operatore del 191 che passa un operatore dell’Assistenza Tecnica. C’è un problema in centrale, segnalato, sarà risolto “per la giornata di domani”.

Nel frattempo, a chi segnalo che il form segnalazione guasti è guasto? ;P

telecom_191_1

telecom_191_2

www.unicredit.mah

Qualcuno dovrebbe spiegare a Unicredit che non è necessario apportare cambiamenti a un sito che funziona se tali cambiamenti consistono nel renderlo:

a) più macchinoso
b) ancora più inusabile
c) ancora più inguardabile.

La manina che si muove sulla pagina principale dopo il login a un account Privati è fastidiosa e disorientante.
Il nome del direttore della mia filiale continua a essere sbagliato (era stato corretto e miracolosamente è riapparso quello sballato)
Vorrei accedere più rapidamente a Conto e Carte, non vedere inutile fuffa e fare quattro, cinque click prima di arrivare all’unico contenuto che mi interessa e poter vedere un saldo e/o disporre un bonifico.

Per non parlare del fatto che le Carte di Credito appaiono e scompaiono in continuazione, quando sono visibili non sempre si può accedere agli estratti conto e infine è assurdo che alla fine del 2012 non si possa avere un servizio che si aggiorna in tempo reale.

Se siete in grado di mandarmi sul cellulare la conferma di un acquisto fatto con carta di credito, perché lo stesso dato ci mette 4 giorni per comparire nel mio estratto conto sul computer? Perché un acquisto fatto col Bancomat non può essere registrato subito anche sul sito?
Tutti questi ritardi sono ormai ingiustificabili.

La prossima volta che vi viene in mente di fare un aggiornamento al sito, togliete un po’ di monnezza. Oppure tenete le manine ferme e i soldi in tasca, prima di fare altri danni. Grazie.

P.S. una cosa devo riconoscervela: a differenza delle Poste non staccate la spina tra le 23 e le 6 del mattino. Ma il fatto che in Italia la maggior parte dei siti di Enti o grandi società sia poco usabile se non una monnezza completa (avete mai provato a pagare una bolletta Enel, Enel Gas o Telecom Italia sui rispettivi siti? Può essere un’avventura…) non è una buona giustificazione per le proprie mancanze.

ICI 2008 sulla prima casa: Berlusconi la abolì, la SOGET vi chiede di pagarla

Ecco una simpatica cartella “pazza” ricevuta nei giorni scorsi da una mia parente. Continua…

ISTAT, come opporsi all’uso statistico dei dati riguardanti figli con disabilità

Avete un figlio o una figlia con disabilità e l’ISTAT ha pensato bene di rompervi le scatole anche su questo?

Si vede che non bastavano l’inutile Censimento – con una gran mole di dati che lo Stato conosce già benissimo – e l’inutilissima statistica sulle attività produttive, quest’ultima al 99% con domande a cui avete già risposto nel Censimento. Se siete fortunati adesso riceverete un’altra lettera e poi una telefonata per sapere cosa è cambiato da allora (cosa è cambiato rispetto a due mesi fa?!?!? Forse che mi è arrivata un’altra cartella Equitalia ed è aumentato il numero di cause al Giudice di Pace contro la gente che NON MI PAGA?)

Ma torniamo ai figli disabili. Potrebbe esservi arrivata – o più probabilmente potrebbero avervela consegnata a mano a scuola – una circolare (n.SP/375.12) che comunica che l’ISTAT farà rilevamenti su dati che riguardano i vostri figli affetti da disabilità e ciò nell’ambito di una “Indagine sull’inserimento degli alunnni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di 1° grado, statali e non statali“.

Ebbene, anche se tali dati sono in forma anonima e bla, bla, bla, sappiate che avete il potere di far rimangiare a questo Ente (che comincio a pensare sia una delle fonti di spreco di danaro pubblico) un po’ della sua stessa burocrazia, avvalendovi di una norma che consente di opporsi all’utilizzo dei dati dei vostri figli a uso statistico (dell’Art.7, comma 2, D.Lgs. n.322/1989).

Il modello – allestito dal sottoscritto – lo trovate qui, basta compilarlo, firmarlo, consegnarlo alla Segreteria della vostra scuola (comunque decidiate di inviarlo, va sempre trasmesso “al Dirigente Scolastico“, che è la persona preposta a prendere nota di questa volontà, come la stessa circolare ricorda).

Buon divertimento.

L’INPS e il requisito dei 780 anni di contributi.

Il pittoresco frammento qui riprodotto è un estratto di un’autentica lettera che il sottoscritto ha ricevuto dall’INPS.

Per la cronaca, si sarebbe dovuto trattare (pare) di “settimane” ma a parte gli altri diciassette tra errori di battitura e/o caratteri a caso (lettere accentate sballate, punti interrogativi, aprostrofi ecc.) che rendevano la missiva quasi illeggibile, questa perla – il fantomatico requisito di 780 anni (!) di contributi – dà l’idea del degrado presente in quelli che dovrebbero essere i servizi di base ai cittadini del nostro paese.

Fa il paio con gli inaccettabili “disservizi” (io li chiamerei “sabotaggi” ad arte, possibilmente per favorire qualcuno come banche e servizi di spedizione privati) che la rete informatica delle Poste Italiane subisce ormai da giugno 2011.

Continuiamo così, dopotutto tra poco occorreranno davvero 780 anni di contribuzione, per potersi finalmente collocare a riposo.