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ICI 2008 sulla prima casa: Berlusconi la abolì, la SOGET vi chiede di pagarla

Ecco una simpatica cartella “pazza” ricevuta nei giorni scorsi da una mia parente. Continua…

ISTAT, come opporsi all’uso statistico dei dati riguardanti figli con disabilità

Avete un figlio o una figlia con disabilità e l’ISTAT ha pensato bene di rompervi le scatole anche su questo?

Si vede che non bastavano l’inutile Censimento – con una gran mole di dati che lo Stato conosce già benissimo – e l’inutilissima statistica sulle attività produttive, quest’ultima al 99% con domande a cui avete già risposto nel Censimento. Se siete fortunati adesso riceverete un’altra lettera e poi una telefonata per sapere cosa è cambiato da allora (cosa è cambiato rispetto a due mesi fa?!?!? Forse che mi è arrivata un’altra cartella Equitalia ed è aumentato il numero di cause al Giudice di Pace contro la gente che NON MI PAGA?)

Ma torniamo ai figli disabili. Potrebbe esservi arrivata – o più probabilmente potrebbero avervela consegnata a mano a scuola – una circolare (n.SP/375.12) che comunica che l’ISTAT farà rilevamenti su dati che riguardano i vostri figli affetti da disabilità e ciò nell’ambito di una “Indagine sull’inserimento degli alunnni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di 1° grado, statali e non statali“.

Ebbene, anche se tali dati sono in forma anonima e bla, bla, bla, sappiate che avete il potere di far rimangiare a questo Ente (che comincio a pensare sia una delle fonti di spreco di danaro pubblico) un po’ della sua stessa burocrazia, avvalendovi di una norma che consente di opporsi all’utilizzo dei dati dei vostri figli a uso statistico (dell’Art.7, comma 2, D.Lgs. n.322/1989).

Il modello – allestito dal sottoscritto – lo trovate qui, basta compilarlo, firmarlo, consegnarlo alla Segreteria della vostra scuola (comunque decidiate di inviarlo, va sempre trasmesso “al Dirigente Scolastico“, che è la persona preposta a prendere nota di questa volontà, come la stessa circolare ricorda).

Buon divertimento.

L’INPS e il requisito dei 780 anni di contributi.

Il pittoresco frammento qui riprodotto è un estratto di un’autentica lettera che il sottoscritto ha ricevuto dall’INPS.

Per la cronaca, si sarebbe dovuto trattare (pare) di “settimane” ma a parte gli altri diciassette tra errori di battitura e/o caratteri a caso (lettere accentate sballate, punti interrogativi, aprostrofi ecc.) che rendevano la missiva quasi illeggibile, questa perla – il fantomatico requisito di 780 anni (!) di contributi – dà l’idea del degrado presente in quelli che dovrebbero essere i servizi di base ai cittadini del nostro paese.

Fa il paio con gli inaccettabili “disservizi” (io li chiamerei “sabotaggi” ad arte, possibilmente per favorire qualcuno come banche e servizi di spedizione privati) che la rete informatica delle Poste Italiane subisce ormai da giugno 2011.

Continuiamo così, dopotutto tra poco occorreranno davvero 780 anni di contribuzione, per potersi finalmente collocare a riposo.