Archivio dei testi con tag 'italiano'



Chuck D, Rick James & gli altri: musica digitale & cause milionarie

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Megaupload: le megastar a sostegno dei “pirati”?

Con un incredibile colpo di teatro, Megaupload presenta “Mega Song”: tra videoclip e spot, le star di Hollywood e della canzone supportano il servizio accusato di pirateria. Subito la prima contromossa, di Universal. Ma potrebbe essere un boomerang

SpotMeUp: musicisti gratis su Spotify (ma con l’inghippo)

Musicisti indipendenti attenzione: SpotMeUp non costa nulla ma… vuole le vostre royalty!

Musica online: 11 previsioni, un anno dopo

A gennaio avevamo scherzosamente lanciato alcune previsioni sull’andamento del “circo” della musica online per il 2011: quante sono divenute realtà?

Pandora & Grooveshark: successi & grane legali per il mondo dello streaming

In contemporanea, mentre Pandora annuncia degli utili, Grooveshark viene citato in giudizio da Universal per una somma astronomica, con accuse molto pesanti. Eppure, non tutto è come sembra…

CD Baby: 200 milioni di dollari pagati agli indipendenti

Dalle umili origini ai fasti dell’era digitale: ancora un traguardo importante, per il più grande distributore di musica indipendente

Megaupload & Perfect 10: vittoria per i troll del copyright?

Accordo tra la società di “Kimble” e lo strambo titolare di contenuti per soli adulti: una sconfitta per Megaupload, o più che altro una (rara) vittoria per Perfect 10?

SIAE & trailer cinematografici: chiarimenti e riflessioni

Dopo la bufera dei giorni scorsi, chiarimenti e riflessioni sulla vicenda SIAE/trailer/YouTube e il pasticcio degli embed; con un consiglio: la SIAE potrà anche aver bisogno di ulteriore rinnovamento, ma non è certo chiusa al dialogo

SoundCloud, con ProTools il salto di qualità

La rapida ascesa di un sito musicale che è di fatto il nuovo standard per la rapida condivisione di materiale audio per musicisti e dj: e anche ProTools rende omaggio al successo di SoundCloud

Musica digitale: King Crimson contro Grooveshark

Sfida a distanza tra Grooveshark, servizio musicale emergente, e Robert Fripp dei King Crimson: una intricata storia di discografia & copyright

Lo scorso 13 ottobre il bravo Paul Resnikoff di Digital Music News ha dato notizia di una vicenda complessa che si protrae da alcune settimane e che vede contrapposti un noto gruppo musicale ed un sito emergente tra i vari fautori dello streamingfreemium” (ossia che abbina servizi gratuiti e a pagamento); in altre parole, uno dei potenziali concorrenti di Spotify.

Un gruppo non immune in passato a problemi con la distribuzione digitale – i King Crimson – si ritrova coinvolto nuovamente in una vicenda che riguarda la musica online ma che non è però riducibile una banale violazione di copyright.

Mentre scriviamo queste righe, i brani a nome dei King Crimson sembrano essere finalmente scomparsi da Grooveshark. Non è così per tutto il materiale a nome di Robert Fripp, che è un nome coinvolto in molti progetti e collaborazioni. Ad ogni modo il problema resta: in Grooveshark – servizio musicale che punta ad essere pienamente legale e che ha stipulato anche un accordo con una delle major del disco, EMI, oltre che con parecchie altre strutture più piccole – non ci sono filtri del tipo presente in YouTube o SoundCloud e gli utenti continuano ad uploadare liberamente materiale.

Per cui nonostante Robert Fripp e soci tentino in ogni modo di inviare richieste di rimozione del materiale non autorizzato, questo ricompare. Ma i King Crimson hanno quarant’anni di storia e una vicenda discografica complessa, ed è questa una delle cause dei problemi di cui sopra; in pratica, pur non essendo legati a una major e pur essendo Fripp titolare dei vecchi master discografici del gruppo, gli stessi sono usciti anni addietro su etichetta Virgin/EMI. Per cui periodicamente sono emersi problemi per questa vecchia relazione tra etichetta e artisti. In particolare, nel 2007 Fripp lamentava che EMI senza alcuna autorizzazione aveva incluso materiale del gruppo in vari servizi musicali online e ciò nonostante l’accordo di licenza fosse terminato nel 2003 e la stessa non includesse affatto i download. Ma già nel 2004 Fripp aveva accusato apertamente la major di pirateria, avendo la stessa inviato materiale del gruppo a società come come Od2 e persino all’iTunes Music Store.

Oggi, pur non avendo EMI alcuna responsabilità nel pasticcio, dalle parti di Grooveshark si sono trovati un po’ perplessi quando e-mail da Fripp e collaboratori vari hanno cominciato a riempire la casella del “senior vice president” Paul Geller. E il tutto perché gli upload pur non provenendo da fonti ufficiali EMI come invece accaduto in passato con altri siti, sembravano relativi a release Virgin/EMI. E quindi coperti dagli accordi in corso. Allo stesso tempo però il nome del gruppo non era incluso in una “blacklist” che EMI ha trasmesso a Grooveshark. E ciò perché – come sappiamo e come invece Grooveshark ignorava – i King Crimson da tempo non sono più parte del catalogo EMI.

In tutto ciò, il sito che ha dato notizia della vicenda (essendo stato messo in cc: da Robert Fripp) e che ha diffuso parte delle comunicazioni via e-mail tra le parti coinvolte, si è ritrovato tirato in mezzo: l’ultimo post sull’argomento, datato 17 ottobre, mostra un Paul Geller stizzito per la pubblicazione a suo dire incompleta delle comunicazioni e quindi per una presentazione non proprio limpida dei fatti e dei vari punti di vista.

Sta di fatto che la scelta di Grooveshark di partire con materiale caricato da utenti (spesso di qualità non eccelsa o con nomi e titoli sballati) non è stata brillante e sembra riportare ai vecchi tempi, a pratiche discutibili messe in atto negli anni anche da nomi come MySpace, salvo poi cercare accordi a posteriori per sanare il pasticcio.

Quanto ai King Crimson, siamo certi che la parola fine ai loro problemi con mp3 e dintorni è ancora di là da venire…

(Si ringrazia Nicola D’Agostino per la collaborazione)

[Pubblicato su Mytech http://mytech.it/web/2011/10/18/musica-digitale-king-crimson-contro-grooveshark/]