Archivio dei testi con tag 'italiano'



Facebook contro X-Factor: il n.1 è servito

La campagna online ce l’ha fatta: “sabotata” la classifica discografica inglese per Natale, grazie a un folto gruppo di utenti su Facebook e a un account Twitter. Ma a uscirne vincitrice – forse – è sempre una major del disco…

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Facebook, se l’evaso aggiorna il profilo…

Un tempo, un evaso era un fuggitivo che si nasconde da tutto e tutti. Con il web 2.0, però, può diventare anche una specie di star, con un piccolo fan club e una pagina Facebook da aggiornare: la strana storia di Craig Lynch “evaso” (in tutti i sensi) su Facebook…

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TMZ.com e la bufala di JFK

Una fotonotizia del sito di gossip TMZ.com fa rapidamente il giro del web: ma è una bufala colossale.

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Natale a 8 bit

Un progetto divertente (e benefico) per celebrare le prossime festività con musica a tema… rielaborata in “stile Commodore 64″ ;)

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Imeem, fine ingloriosa e abbraccio con MySpace

Gli ultimi giorni di Imeem: da una causa per violazione di copyright, fino alla chiusura e alla svendita a MySpace

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IsoHunt: non siamo pirati

Uno dei tracker più popolari passa all’attacco: case discografiche alla sbarra in un caso di P2P? Continua…

Qtrax: qualcuno gli stacchi la spina, per favore

Cinque anni di bluff e false partenze: forse sarebbe ora di calare il sipario sulla vicenda del dubbio servizio musicale Qtrax. Eppure c’è chi ancora la pensa diversamente… Continua…

Beatles in digitale: EMI contro BlueBeat, esce la “Mela” USB

Ancora nulla per iTunes, ma una ricca (e particolarissima) chiave USB per i Beatles, mentre BlueBeat.com tenta di vendere il loro repertorio senza permesso. Continua…

This is (not) it: la contestazione dei fan di Jacko è online

Il mondo del business voleva vedere Michael Jackson dal vivo, mentre noi fans lo volevamo vivo!” – è questo lo slogan principale di una curiosa campagna partita dalla Rete prima dell’uscita del film-documentario-concerto “This is it“, con la quale un gruppo di fan dell’artista intende contestare l’operazione commerciale – legata peraltro anche a uscite discografiche online e in cd – e dire la propria su quello che il film avrebbe omesso di mostrare. Il nome dell’operazione è “This is not it”, e il relativo sito web è www.this-is-not-it.com.

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Ecco alcuni brani del comunicato tradotto in parecchie lingue (tra cui un perfetto italiano):

“Non vedrete Michael Jackson perdere peso all’improvviso e in modo drastico, in seguito allo stress e ai potenti farmaci, che gli venivano iniettati, arrivando il giorno della sua morte a pesare circa 49 kg.
Non vedrete Kenny Ortega (regista sia del tour che del film) aiutare Michael a salire le scale, imboccarlo e tagliargli il cibo.
Non vedrete la sua crescente angoscia. In maggio infatti, dopo un periodo di prove che durava fino a 10 ore al giorno, Michael Jackson ha detto ad alcuni dei suoi fans più fidati di non essere pronto a fare 50 concerti e che era sicuro di aver firmato un contratto che ne includeva soltanto 10. Ha detto loro che si sentiva sotto pressione e che il programma prefissato, non prevedeva abbastanza giorni di pausa.
Non vedrete Michael Jackson quando salta le prove per la sua debolezza e nemmeno il suo coreografo andare a casa sua per prelevarlo e accompagnarlo agli studi.
Non vedrete Michael Jackson quando rimaneva sveglio tutta la notte, a causa di un’insonnia cronica peggiorata dalla tensione costante a cui era sottoposto. Infatti, è proprio per questo motivo che medici criminali e senza scrupoli lo riducevano in uno stato confusionale durante il giorno e in coma anestetico durante la notte.”

Parole pesanti, tutte da verificare, senza dimenticare che sulla morte del cantante c’è un’indagine ufficiale tuttora in corso.
Curiosa comunque la campagna online, che si avvale tra l’altro di video su YouTube che raccolgono citazioni e testimonianze.

Pubblicato su: http://blog.mytech.it/2009/11/this-is-not-it-la-contestazione-dei-fan-di-jacko-e-online/

Google Discover Music: fuori dagli States, proprio non va…

Il tanto strombazzato servizio di ricerche a tema musicale di Google è limitato ai soli utenti americani. Tanto fumo e niente arrosto, per tutti gli altri?

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