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The Fader: arriva la prima rivista pubblicata via iTunes
The Fader è un magazine dedicato alla musica emergente; tra le sue iniziative c’è un numero speciale estivo che esce ogni anno.
La novità clamorosa è che la nuova uscita, disponibile sia in edizione cartacea che in formato PDF tramite iTunes, prima rivista completa ad apparire nel servizio di distribuzione digitale targato Apple.
Hilton Ruiz (1952-2006): tragica fine di un jazzista a New Orleans
La notizia è dell’8 giugno: nelle prime ore del mattino è morto a New Orleans Hilton Ruiz, pianista e compositore attivo nella scena latin jazz e bebop, il cui nome è stato tra l’altro legato a collaborazioni con nomi come Mongo Santamaria, Dizzy Gillespie, Tito Puente e Charles Mingus.
Ruiz (nato a New York, di origine portoricana) era in coma dopo un forte trauma al volto e fratture al cranio; inizialmente i familiari avevano pensato ad un pestaggio, ma dopo diversi giorni la polizia pare aver concluso che si sia trattato di un assurdo incidente: una brutta caduta.
Già ragazzo prodigio (si esibiva suonando il piano all’età di 8 anni) il cinquantaquattrenne Ruiz si trovava a New Orleans per partecipare a una registrazione di beneficenza per le vittime dell’uragano Katrina.

Su una discografia piuttosto estesa e diffusa su un arco di circa 30 anni, un suo lavoro del 2003 – Enchantment, su etichetta Arabesque – sembra essere l’unico attualmente in distribuzione digitale (è presente già da tempo su eMusic e da qualche mese è apparso anche in iTunes).
Germania 2006? Noi tifiamo McGovern!
Ogni quattro anni la storia si ripete: i Mondiali di calcio invadono gli schermi televisivi, la radio, le vite degli italiani e di tutti quei popoli devoti al rito del dio pallone… milioni di persone passeranno settimane incollate agli schermi o quando ne saranno lontani si ritroveranno a consultare siti web, gazzette dello sport, a gironzolare con addosso magliette della squadra del cuore e – come avviene da tempo – a comprare dischi più o meno di qualità assemblati per l’occasione.

In Inghilterra l’inno ufficiale è World at Your Feet a firma Embrace, per il quale si annuncia che è anche stato scomodato un remixer di lusso, nientemeno che Paul Oakenfold.
L’Italia avrà invece Cuore Azzurro, interpretata dai Pooh e da vari calciatori della Nazionale, disponibile dal 9 giugno in cd (anche in edicola) nonché nei migliori (?) music store digitali (è già scaricabile da Apple iTunes).
Ci sono poi gli inni ufficiali di tutta la manifestazione, anch’essi già presenti in iTunes e raccolti nell’album “Voices from the Fifa World Cup“.
Ma tra brani più o meno di qualità, ne vogliamo segnalare uno davvero atipico, folle e per certi versi geniale.
Si tratta del pazzesco inno “non ufficiale” composto dai McGovern, gruppo inglese già noto per il suo alias The Who Boys, autore di una lunga serie di allegre violazioni di copyright (ed in particolare di un intero album di mash-up tra brani di Who e Beach Boys…).
Li abbiamo pescati su Myspace; i loro brani sono perlopiù MP3 gratuiti; la label è la fantomatica Normal Records e la loro manager Sallie Fellowes (ex moglie di Bill Drummond dei KLF).
Con un curriculum del genere, la canzoncina con un coretto orecchiabile “Na na na na na” è piena di espressioni piuttosto pesantine per non dire volgari, cori da stadio, sample radiofonici che inneggiano a Ronaldo e Rivaldo e nel complesso è una allegra nonché inedita celebrazione… delle gesta degli hooligan (!).
Il ritornello si conclude con “International world class hooligans… you’re going home in a fuckin’ ambulance!!”.
Talmente scorretto da risultare divertente e persino geniale: in tempi di politically correct, una vera boccata d’aria fresca… che aspettano le major a metterli sotto contratto?
Bat Out of Hell III: Meat Loaf a caccia di trademark
Dal 1977, Meat Loaf ha praticamente costruito la sua carriera su “Bat Out of Hell”, titolo di un album
uscito in quell’anno e dell’omonima canzone composta da Jim Steinman, autore a lungo tempo associato con il suddetto rocker.
Nel 1993 l’immancabile sequel: “Bat Out of Hell II: Back Into Hell” non avrà venduto trenta milioni di copie come il suo predecessore (che è tuttora uno degli album più venduti di tutti i tempi) ma il successo era quasi assicurato.

Gli anni passano e il performer – che nel frattempo ha passato quasi trent’anni della sua vita a utilizzare “Bat Out of Hell” su magliette, dischi, manifesti di concerti e così via – decide di aggiungere un terzo episodio alla serie (sottotitolo “The Monster Is Loose”, uscita prevista: fine ottobre 2006, già prenotabile su Amazon). Jim Steinman però se ne tira fuori: rifiuta un sostanzioso anticipo e costringe il produttore Desmond Child a passare attraverso un editore musicale per potersi quantomeno assicurare l’utilizzo di alcuni nuovi brani firmati da Steinman nel disco.
L’autore ha registrato il marchio “Bat Out of Hell” sin dal 1995, senza aver informato Meat Loaf e – a quanto pare – compilando la domanda in maniera non proprio correttissima, avendo dichiarato che nessun altro ha fatto nel frattempo utilizzo esclusivo di quel marchio (che Meat Loaf già utilizzava da quasi un ventennio).
Così, mentre il disco è già in produzione e si conosce già buona parte della line-up dello stesso (tra gli altri Steve Vai, Nikki Sixx dei Motley Crue, Brian May, nonché Todd Rundgren – già produttore dell’album originale – come arrangiatore delle voci) Meat Loaf cita Jim Steinman e il suo manager David Sononberg dinanzi alla Corte Federale di Los Angeles.

Chissà se Meat Loaf o Steinman hanno mai sentito parlare di Don McLean, l’uomo che asserisce di essere oltre che l’autore ed interprete del classico “American Pie“, anche il titolare dell’omonimo marchio in quanto “creatore” di tale espressione nonché di altre espressioni entrate nell’uso comune quali “The Day The Music Died” (frase contenuta sempre in “American Pie”)?
Dopo una miriade di cause relative a violazioni di copyright, quella delle liti per i trademark sembra una “moda” in ascesa, destinata sicuramente a mietere nuove vittime nei prossimi anni, in un’industria discografica tradizionale sempre più povera di idee e anche di risorse finanziarie.
Sarà un caso, ma proprio in questi giorni si riparla di una fusione di Warner ed EMI, due società che si corteggiano da anni; un’operazione (per molti deleteria) che finirebbe per ridurre a tre il numero delle major del disco.
La pratica del remix e i diritti del remixer:1/5 L’origine del remix: dubbing, versioning e un signore di nome Rupie Edwards
Il termine remix è in uso nel mondo della musica ormai da alcuni decenni; pochi sanno come si è originato il fenomeno e troppo spesso non si considerano le implicazioni artistiche – e non necessariamente commerciali – insite in questo tipo di pratica. Continua…
“La Musica in Tribunale” – TG2 Dossier Storie (sabato 25 febbraio 2006, ore 23.50)
Da Michele Bovi, giornalista di Rai 2, riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato che segue.
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LA MUSICA IN TRIBUNALE
Tg2 Dossier Storie, sabato 25 febbraio, ore 23.50
I Grammy Awards su Rhapsody
RealNetworks ha messo a segno un discreto colpo: la cerimonia dei Grammy Awards sarà trasmessa in streaming tramite il proprio servizio Rhapsody, che nei giorni successivi alla manifestazione metterà anche in vendita file con una selezione di brani eseguiti nel corso della manifestazione.
Curiosamente, però, il sito ufficiale per i download dei pezzi "nominati" per il premio è Yahoo Music, che ha allestito una apposita sezione.
Nasce Orchard Music Services: il futuro dell’industria musicale?
Il noto distributore di cd nonché intermediario per la distribuzione digitale The Orchard ha annunciato lo scorso 20 gennaio il lancio di Orchard Music Services (OMS), un agguerrito programma di licensing per ampliare l’offerta rivolta ad artisti ed etichette indipendenti. Continua…
