Yad Vashem, in rete la memoria dell’olocausto



Milioni di visitatori per la versione on line del Museo di Gerusalemme e il suo database delle vittime della Shoah.

Il 27 gennaio di sessanta anni fa, le truppe sovietiche entravano nel campo di sterminio di Auschwitz, liberando le poche migliaia di sopravvissuti e rivelando al mondo l’orrore della barbarie nazista; il 27 gennaio 2005 è quindi un “Giorno della Memoria” ancora più particolare.

Da qualche mese, precisamente dal 22 novembre, lo Yad Vashem – museo creato nel 1953 a Gerusalemme per volere della Knesset, il Parlamento israeliano e che già disponeva di un proprio sito web – ha reso accessibile in rete un vasto database relativo alle vittime della Shoah, l’Olocausto. Nella pagina di accesso all’archivio si può leggere una frase emblematica, vergata da una delle vittime nella sua ultima lettera, datata 1941: “Mi piacerebbe che qualcuno ricordasse che un tempo è vissuta una persona di nome David Berger”.

L’ultimo desiderio di Berger è stato esaudito: dall’inaugurazione della nuova sezione, il sito che già disponeva di un discreto numero mensile di visitatori, ha visto moltiplicarsi in maniera esponenziale le presenze, che erano 750.000 dopo soli due giorni e che nel primo mese risultavano oltre 3 milioni.

La memoria dei sei milioni di ebrei sterminati dai nazisti sopravvive nei 62 milioni di documenti conservati presso il museo; ben due milioni di “Pagine di Testimonianza” sono state già digitalizzate e incluse nell’archivio online. Le “Pagine” sono schede compilate anche decenni fa da parenti delle vittime, con dati personali come nomi, rapporti di parentela e una foto. E’possibile effettuare ricerche sui nomi ed anche aggiungere via Internet nuove schede qualora si avessero informazioni su persone i cui nomi non figurano ancora negli elenchi.

“Yad Vashem” può essere tradotto come “un posto e un nome” o “un monumento e un nome”: il riferimento è a una citazione del profeta Isaia (56,5): “.io concederò nella mia casa e dentro le mie mura un posto e un nome migliore che ai figli e alle figlie; darò loro un nome eterno che non sarà mai cancellato.”

Al monumento fisico, visitabile a Gerusalemme da oltre 50 anni, si è quindi aggiunto quello digitale, che continua ad essere arricchito dai suoi stessi visitatori, giorno dopo giorno.

Da ricordare che esistono ovviamente migliaia di altri siti che ricordano la Shoah e che stanno dedicando spazio al sessantesimo anniversario della liberazione di Auschwitz: sezioni apposite si possono ad esempio trovare sul web dell’ Unione delle Comunità Ebraiche Italiane o dell’ United States Holocaust Memorial Museum.

Pubblicato su: http://mytech.it/web/2005/01/27/yad-vashem-in-rete-la-memoria-dellolocausto/